Il presepe, la cui parola viene dal latino praesepe che vuol dire “mangiatoia”, visse nel ‘700 la sua stagione d’oro. Uscì dalle chiese dove era stato oggetto di devozione religiosa, per entrare nelle case dell’aristocrazia come oggetto di un culto ben più frivolo e mondano. Il Re Carlo III di Borbone aveva per il presepe una vera passione, tanto da partecipare personalmente e coinvolgere la famiglia e la corte intera nella realizzazione e nella vestizione dei pastori. Le tecniche di realizzazione si affinarono negli anni, fino a raggiungere la forma a noi nota ed ancor oggi utilizzata da quei pochi scultori/artigiani che si dedicano all’arte presepiale. 

barca-300x284Il laboratorio di Rita Di Napoli nasce ed è animato da un’antica passione per la cultura e le tradizioni del ‘700 Napoletano. L’interesse, unito ad uno studio accurato sulle tecniche di lavorazione dei manufatti dell’epoca, approfondito negli anni con stage e lezioni private seguite presso i più importanti maestri d’arte presepiale, danno vita ad una nutrita produzione di: venditori ambulanti, natività, pescatori, artigiani, tutti quei personaggi che con caratteristiche e fogge differenti popolano il presepe napoletano. Nel laboratorio sito in Napoli quartiere Vomero, si realizzano pastori dalle dimensioni che vanno dai 20 ai 38 centimetri, caratterizzati tutti, dall’accurata finitura delle vesti e dalla plasticità degli atteggiamenti, tali da riuscire ad esaltare l’immenso patrimonio di suggestioni, colori ed emozioni che il passato ci tramanda.

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